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Isolati ma connessi, nuovo progetto eTwinning per l'IC di Codogno

pubblicato 22 mar 2020, 12:05 da ENRICA STEFFENINI   [ aggiornato in data 22 mar 2020, 12:12 ]
Corriere.it/scuola - 14 marzo 2020


DIDATTICA E SOLIDARIETÀ
Coronavirus e didattica a distanza: la maestra di Codogno che manda i WhatsApp ai bambini del Devon
"Isolati, ma connessi!" è il progetto eTwinnning nato nel cuore della zona rossa. Un modo per condividere esperienze, suggerimenti e risorse con le scuole degli altri Paesi che stanno ora affrontando l’emergenza
di Peppe Aquaro

Coronavirus e didattica a distanza: la maestra di Codogno che manda i WhatsApp ai bambini del Devon
 
Codogno chiama Torquay, nel Sud dell’Inghilterra, e la cittadina della contea del Devon, a 1600 chilometri dal centro della Bassa lodigiana, risponde presente. E’ il dialogo a distanza, ma non per questo meno appassionato, tra gli alunni della scuola elementare dell’Istituto comprensivo della città lodigiana, ed i piccoli studenti della Barton Academy School. L’obbiettivo è raccontare e condividere ciò che sta accadendo in queste ultime tremende settimane nel primo epicentro del focolaio del Coronavirus. Questo ponte ideale - nel quale sono coinvolti, naturalmente anche gli insegnanti -, lo ha lanciato, da appena tre giorni, Luisa Lenta, docente elementare del Comprensivo di Codogno - da cinque anni referente della didattica di Erasmus e di eTwinning -, e lo ha chiamato «The Red Zone: isolated but connected!».

Coronavirus, scuole chiuse: ma la didattica non si ferma
Esperimenti a distanza
«Ho subito pensato di condividere con gli studenti e gli insegnanti delle altre scuole, sia italiane che europee, ciò che stava avvenendo da noi: attraverso disegni, lettere, artigianato, canzoni e semplici giochi di società da fare online», racconta Luisa Lenta, madre di due ragazzi universitari («in questi giorni, come tanti altri, tutti insieme a casa»), appassionata di alpinismo e di didattica esperienziale: «Insegno matematica, inglese, scienze e tecnologia secondo una modalità che coinvolge tutti i sensi dei bambini». 

Le zone rosse
«Ogni due giorni registriamo un audio su whatsapp, per non perdere il rapporto con gli alunni, dicendo ai bambini che stiamo tutti bene, e loro, affezionatissimi, si tranquillizzano. Ce la stiamo facendo. Comunque». Nel progetto «Isolati, ma connessi» (che ha visto, naturalmente, l’approvazione entusiastica della direttrice, Cecilia Cugini), la prima scuola italiana ad essere coinvolta è stata quella di Vo’ Euganeo, l’Istituto comprensivo, all’interno della seconda zona rossa all’inizio dell’esplosione del Covid-19. «Lo scopo del progetto è, infatti, coinvolgere tutte le scuole che sono state per prime ‘rinchiuse’ in pochissimo tempo: per ciò che ci riguarda, il venerdì pomeriggio del 22 febbraio, subito dopo aver fatto pranzar i bambini a mensa, ci hanno detto di abbandonare in fretta e furia le classi», ricorda l’insegnante.

La solidarietà via WhatsApp
Non è stato facile. E la loro esperienza potrebbe servire ad altri istituti che potrebbero trovarsi, molto presto, a doversela vedere con il Coronavirus. «Ci hanno appena raccontato le nostre colleghe inglesi, che da lunedì 16 marzo, le scuole chiuderanno anche da loro», dice Lenta. Intanto, non si contano i messaggi su whatsapp che Angela Farrell e Paula Bell, le coordinatrici del progetto eTwinning per la Barton Academy School, si stanno scambiando in queste ore con la referente dell’istituto di Codogno. «Cara Luisa, vi stiamo pensando tanto e siamo molto vicini a te, ai tuoi cari ed ai tuoi bambini: preghiamo tanto per voi e siete sempre nei nostri pensieri». 

Isolati ma non soli
Ed ancora dall’Inghilterra: «Ciao Luisa, avrei pensato ad un progetto che potrebbe tornare utile a te ed ai bambini che studiano da casa: mi sono ricordata di una idea sviluppata quattro anni fa con una classe che tu hai conosciuto; potremmo filmare i bambini mentre inscenano, cantando, delle azioni quotidiane. Potrebbe essere l’inizio di una nuova amicizia tra gli alunni». Scrive Lenta nella presentazione del programma: «Non siamo soli, anche se isolati, e con eTwinning - la più grande community europea di insegnanti attivi in progetti collaborativi tra scuole, gestita in Italia dall’Agenzia Erasmus+ Indire - potremo viaggiare in tutta Europa e comunicare con tanti nuovi amici». 

Il giardino della speranza
Ed anche dall’Austria, dalla città di Linz, rispondono presente. In questo caso, è un professore della Corea del Sud, Hogul Park a scrivere agli amici di Codogno: «Sono autore di un progetto educativo, ‘4DFrame’, sto ascoltando dai telegiornali ciò che sta accadendo da voi: vi sono vicino. Da noi, in Corea, è arrivato il Coronavirus, ma speriamo di uscirne molto presto». «Non dobbiamo dimenticarci che i bambini, per essere tranquillizzati in questi momenti difficili, hanno bisogno di certezze, di cose pratiche. In sintesi: di fare qualcosa. E proprio per questo, ho lanciato il progetto, Giardino magico, giardino del cuore”» Un progetto che sta coinvolgendo sia i bambini del plesso di San Biagio, a Codogno, che quelli dell’istituto comprensivo di Vo’ Euganeo.

La piattaforma
In questi giorni, nei giardini delle due zone rosse più importanti d’Italia, i bambini stanno seminando le loro piantine. Da riportare a scuola non appena sarà finito tutto. E chissà che la passione per il pollice verde non coinvolga molto presto le altre scuole europee. Hanno già risposto, con altri progetti eTwinning, «L’unione fa la scuola», curato da due docenti brindisine, Giovanna Zito, dell’Iiss Majorana», e Marusca Destino, dell’Itt G. Giorgi, e «eTwinning Toscana a distanza», delle docenti Laura Maffei, dell’Itc A. di Cambi di Colle Val D’Elsa (Siena) e Simona Bernabei del Liceo Rosmini di Grosseto. Sono quasi trenta gli istituti scolastici che hanno aderito alla campagna di solidarietà ed allo scambio di buone pratiche di eTwinning. Tra i modi migliori per annullare le distanze.
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