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Coronavirus. Scuole ancora chiuse, si punta su studio on line e gemellaggi

pubblicato 3 mar 2020, 15:24 da ENRICA STEFFENINI   [ aggiornato in data 3 mar 2020, 15:25 ]

Avvenire - 3 marzo 2020


Paolo Ferrario martedì 3 marzo 2020
Ore 8.30: lezione di chimica per gli alunni di Vo’ Eugeneo (Padova). In collegamento i liceali del Majorana di Brindisi. Appello alle compagnie telefoniche: «Dateci più giga per le lezioni»
Scuole ancora chiuse, si punta su studio on line e gemellaggi

Ansa

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Resteranno chiuse anche per tutta questa settimana, le scuole di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli. In Liguria le lezioni riprenderanno domani, ad eccezione della provincia di Savona, dove la campanella tornerà a suonare lunedì 9 marzo. Scuole chiuse anche lontano dalle zone contaminate dal virus. Fino a giovedì stop alle lezioni a Corigliano Rossano, dove tutti gli scuole, sia statali che paritari, saranno oggetto di un intervento straordinario di sanificazione, mirato a contenere il rischio di contagio. Scuole chiuse fino al 5 marzo anche a Pozzuoli, Bacoli e Quarto in provincia di Napoli. Per i sindaci si tratta di misure messe in campo «per rassicurare la cittadinanza», spaventata dalla diffusione del virus.

Intanto, l’Associazione italiana editori annuncia che «sono numerose le piattaforme per la didattica a distanza a disposizione gratuita delle scuole». «Sono oltre due milioni gli oggetti didattici digitali subito attivabili perché presenti nei libri di testo già adottati nelle scuole», spiega il vicepresidente Aie, Giovanni Bonfanti.

Le scuola online, però, secondo l’Associazione dei presidi Anp, rischia di restare «un semplice auspicio in quanto, tranne poche e lodevoli realtà, non è stata adeguatamente sperimentata e praticata negli anni», sottolinea il presidente Antonello Giannelli. «Anche questa emergenza – aggiunge – può quindi rappresentare un’occasione per fare investimenti e, soprattutto, aggiornamento del personale su questa importante tematica».


Ore 8,30 lezione di chimica
. Anche così, a Vo’ Euganeo, nel Padovano, uno dei Comuni focolaio del coronavirus, si cerca di dare una parvenza di “normalità” a queste giornate faticose. Questa mattina, in collegamento dalle proprie case, dove sono in isolamento da ormai dieci giorni, gli alunni dell’Istituto comprensivo di Lozzo Atesino, in provincia di Padova, potranno partecipare alla lezione tenuta, in diretta su Youtube, dagli studenti dell’Istituto tecnico “Majorana” di Brindisi, che darà il via al programma di gemellaggi tra scuole fortemente voluto dal ministero dell’Istruzione.

Sono già un centinaio gli istituti, di tutta Italia, che hanno offerto la disponibilità a collaborare attivamente con le scuole costrette a chiudere a causa dell’epidemia, in una gara di solidarietà che sta facendo sentire meno soli i territori colpiti.

Per favorire la diffusione delle buone pratiche della didattica digitale, il Miur ha predisposto una pagina web dedicata CLICCA QUI con più di venti ore di webinar a disposizione, grazie alla collaborazione con l’Indire, l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa.

«Da giovedì scorso – racconta Alfonso D’Ambrosio, dirigente dell’Istituto comprensivo che serve i comuni di Lozzo Atestino, Cinto Euganeo e Vo’ e ha 650 alunni (dalla scuola dell’infanzia alle medie), di cui 320 nella sede di Vo’ – teniamo lezioni online, attraverso una piattaforma dedicata. Con il “Majorana” di Brindisi siamo in contatto da tempo e vogliamo avviare questo gemellaggio per rafforzare la collaborazione in questo momento molto particolare e delicato per la nostra scuola».

materiali didattici saranno messi a disposizione anche delle altre scuole costrette a fermare le lezioni in classe, attraverso il sito dell’istituto brindisino, che ha già pubblicato online videolezioni di Fisica, Chimica e Matematica. «Fin da subito ci siamo messi a disposizione – sottolinea il preside Salvatore Giuliano, già sottosegretario all’Istruzione del primo governo Conte –. La scuola non lavora per compartimenti stagni, ma è una comunità che cresce soltanto insieme. E anche questa emergenza può diventare un’opportunità. Per tutti».

Sempre questa mattina, dopo la lezione di chimica, gli alunni seguiranno una conferenza sull’intelligenza emotiva tenuta dall’attore Luca Vullo, con la psicologa Daniela Lucangeli, in collegamento con le scuole di Codogno e Castelfranco Emilia. «Stiamo ricevendo solidarietà da tutta Italia», sottolinea il dirigente scolastico di Vo’. Che ricorda uno degli ostacoli principali incontrati in questi giorni.

«Lanciamo un appello agli operatori telefonici affinché concedano Giga aggiuntivi che ci consentano di effettuare collegamenti più stabili con i nostri alunni – conclude D’Ambrosio –. Internet è l’unico strumento che abbiamo per tenerci in contatto con gli studenti costretti a stare chiusi in casa. E in tanti ci segnalano il problema della carenza di Giga che non permette a tutti di collegarsi con le attività della scuola. Chiediamo un aiuto perché vogliamo continuare a veicolare il nostro “cuore analogico” agli alunni».

La forzata lontananza da compagni e insegnanti comincia a pesare ai bambini e ai ragazzi di Vo’. Che ieri mattina, per la prima volta, hanno potuto “riabbracciare”, seppur virtualmente, le proprie insegnanti. Un momento intenso e commovente, che ha visto alcune docenti collegarsi in diretta dalla sede di Lozzo Atesino, che non si trova in zona rossa ed è quindi accessibile al personale.

«Mi mancano i miei alunni – dice la maestra Lorena Bruscaggin, che insegna alle elementari –. E anche a loro manca la scuola. In tanti ci hanno detto: “Non siamo in vacanza”. Chiedono di poter tornare alla normalità e noi facciamo il possibile per far sentire loro la presenza e l’affetto della comunità scolastica».

Anche la maestra Beatrice Sperandio, da 35 anni insegnante alla scuola dell’infanzia, ha potuto raccontare una favola ai suoi alunni. «Per noi – dice la docente – è importante stare vicino ai bambini anche in questa situazione eccezionale in cui sono stati precipitati. E far sentire alle famiglie che la scuola c’è».

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